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Successivamente alla scoperta degli strumenti
ottici mediante i quali era possibile osservare
le stelle e i pianeti, sorsero in Modena interessi
diffusi alla osservazione astronomica. Tali interessi
si accentuarono a seguito del trasferimento della
Corte Estense da Ferrara a Modena. Da ricordare
in questo periodo i nomi del Marchese
Cornelio Malvasia, di Cassini e di Geminiano
Montanari che disegnò una famosa Carta
Lunare (1662) disponibile presso il Museo
Astronomico e Geofisico.
L'Istituzione formale di un Osservatorio a Modena
avvenne il 14 gennaio 1826 da parte del Duca Francesco
IV d'Este con atto chirografato. Esso venne collocato
nella Torre di
levante del Palazzo Estense (a destra osservando
il Palazzo Ducale). Esso venne denominato OSSERVATORIO
ASTRONOMICO come risulta dalla lapide
marmorea ancora visibile nella sede dell'Osservatorio.
Sotto la direzione di Giuseppe Bianchi vennero
effettuate continuativamente osservazioni astronomiche
mediante strumentazione ottica raffinata (Cerchio
Meridiano di Reichenbach ed Ertel; strumento
dei passaggi di Amici; Telescopio
Newtoniano di Amici; Pendoli
Astronomici;
Cannocchiale di Fraunhorfer oltre ad altri
strumenti come la Sfera
Armillare, ecc.).
Il livello tecnico dell'Osservatorio nella misura
del tempo e della distanza, doveva essere così
elevato da fare attribuire all'Osservatorio la
responsabilità del nuovo Sistema Metrico
Decimale di recente introduzione nel Ducato. Si
noti in particolare lo Strumento
Comparatore e la Macchina
a Dividere.
Accanto alle Osservazioni astronomiche (nei cui
quaderni venivano annotati fatti dell'epoca, come
le critiche
del Bianchi ai moti del febbraio 1831, e commenti
potici più generali) era naturale che
venissero osservate le meteore (pioggia, neve)
e anche la temperatura (inizialmente misurata
con vecchie scale di temperatura ma dopo qualche
anno in gradi centigradi), la pressione atmosferica,
il vento e successivamente la radiazione solare.
Nelle osservazioni scritte quotidiane risultano
ricordati anche i terremoti. Solo successivamente
essi verranno registrati mediante sismometri.
Lo sviluppo economico nella città in atto
nel XIX secolo ebbe tuttavia una importante influenza
sull'evoluzione delle attività dell'Osservatorio
per la difficoltà di eseguire buone osservazioni
astronomiche. Con la caduta del governo Estense
e la conseguente cacciata del Bianchi, dopo il
breve periodo Tacchini subentrò alla Direzione
il Ragona e le misure meteorologiche divennero
sempre più la principale attività
dell'Osservatorio, che assunse la nuova denominazione
di OSSERVATORIO METEOROLOGICO.
Le osservazioni terrestri e non solo meteorologiche
portarono nel 1892 ad una nuova denominazione:
OSSERVATORIO
GEOFISICO. Con questa nuova denominazione
venne considerato come Istituto dell'Università.
Dal 1995, con la disattivazione degli Istituti,
l'Osservatorio modenese appartiene come Sezione
al Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria dell'Università
di Modena e Reggio Emilia. Nel 2001 l'Osservatorio
Geofisico entra nel nuovo Dipartimento
di Ingegneria dei Materiali e dell'Ambiente,
nel quale ne viene riconosciuta nel regolamento
la peculiarità storico-scientifica, anche
se formalmente non è più né
un Istituto né sezione o altra forma che
ne riconosca la propria identità formalmente.
Come già ricordato, verso la fine del
1800 per l'Osservatorio inizia una situazione
di oggettiva difficoltà per una serie di
ragioni:
- l'inquinamento luminoso, la nebbia
e il pulviscolo presenti nella città
rendono sostanzialmente impraticabile
l'Osservazione astronomica da zone
urbane;
- la presenza di un solo sismometro
non permette la valutazione dell'epicentro
(e tanto meno dell'ipocentro) di
un sisma.
- le misure meteorologiche sono
valide come osservazioni urbane
ma non sono collocate in un punto
rappresentativo di una vasta area
regionale.
Ciò non di meno l'attività di osservazione
e scientifica ha un buon livello: iniziano in
Europa le previsioni meteorologiche a larga scala
su apposite carte, che utilizzano anche i dati
dell'Osservatorio Geofisico di Modena; l'Osservatorio
partecipa alla rete udometrica nazionale, le osservazioni
meteorologiche vengono effettuate giornalmente
con precisione così da permettere la costruzione
di una serie giornaliera accurata che viene tuttora
continuata, con l'utilizzo di apparecchiature
automatiche. Inoltre vengono effettuate osservazioni
meteorologiche anche in altri siti, prevalentemente
montani (per esempio a Sestola, Pavullo e Monte
Cimone, annuario 1936).
Oltre ai motivi precedenti vanno aggiunti i seguenti
motivi di oggettiva difficoltà:
- la decadenza della Geofisica in Italia a
favore di altri settori fisici (fisica atomica
e nucleare)
- le due guerre mondiali, in particolare la
seconda, con un saccheggio dell'Osservatorio
Geofisico nel 1944. Vennero comunque salvati
e sono tuttora conservati i preziosi registri
delle Osservazioni.
Con il 1968 si può convenzionalmente ipotizzare
che rinasca, in Italia e più in generale
nel mondo, un nuovo interesse per la Geofisica,
in quanto strettamente collegata con i problemi
del clima e dell'ambiente, nonché alle
loro modifiche, e inoltre collegata anche a energie
rinnovabili (solare, eolica, marina). Le serie
storiche giornaliere a carattere meteorologico,
accuratamente osservate presso l'Osservatorio,
costituivano un ottima base per mettere in evidenza
eventuali cambiamenti climatici. Con particolare
attenzione sono state analizzate le serie storiche
di temperatura, pressione, precipitazione piovosa
e nevosa: esse hanno consentito di ottenere modelli
statistici su lunghi periodi di osservazione continuativa.
La serie storica delle temperature minime giornaliere
ha chiaramente evidenziato un costante aumento
nel tempo, coerente con la urbanizzazione
della città e quindi con l'aumento dell'isola
di calore urbano ma anche coi cambiamenti climatici
globali.
In luogo delle antiche osservazioni astronomiche,
negli anni '980 e '990 si è passati ad
attività legate alle "nuove stelle", cioè
ai satelliti. Tipico esempio di attività
è costituito dalla ricezione di immagini
riprese dal sensore spettrale GOME a bordo del
satellite ERS-2 e ricevute via rete informatica.
Mediante tali osservazioni è possibile
stimare lo spessore ottico dell'ozono contenuto
nella colonna di atmosfera dal satellite fino
al suolo. Tale spessore consente di stimare il
rischio derivante dalla radiazione UV-B al suolo.
La calibrazione del GOME è stata effettuata
nell'ambito di una vasta collaborazione internazionale.
La partecipazione dell'Osservatorio Geofisico
ha riguardato sia le osservazioni di ozono e di
UV-B al suolo (a Sestola, in montagna, dove dal
1995 è presente una stazione meteorologica
automatica che riprende così le osservazioni
montane citate in precedenza) sia le misure di
concentrazione di ozono a varie quote fin dentro
alla stratosfera, effettuate da ozonosonde su
palloni lanciati in atmosfera e inseguiti per
mezzo di un radioteodolite (Vedi server Web dell'Osservatorio
Geofisico)
Per sollecitazione dei mass-media locali (giornali,
radio, TV) e per interessamento degli Enti Locali
che lamentavano la cessazione delle registrazioni
sismiche dopo la II Guerra Mondiale, l'Osservatorio
Geofisico ha partecipato alla creazione di una
rete sismica locale interessante le Province di
Modena e Reggio Emilia e agganciata alla rete
nazionale dell'Istituto
Nazione di Geofisica. La rete ha una prevalente
finalità di studio della sismicità
locale, basandosi anche sulla banca dati creata
a partire dal 1994, e dei possibili rischi nel
territorio. Notevole in termine di informazione
ai cittadini è stata l'attività
dell'Osservatorio a seguito del terremoto del
15 ottobre 1996.
L'Osservatorio ha iniziato anche una attività
di ricezione continuativa di segnali geodetici
emessi dalla costellazione di satelliti GPS (Global
Position System). Trattasi sostanzialmente di
un nuovo tipo di osservazione astronomica mediante
le "nuove stelle" della costellazione. Un primo
obiettivo è la disponibilità continuativa
presso l'Osservatorio Geofisico del tempo assoluto
fornito da orologi atomici, avente un'ottima precisione
e trasmesso tramite i satelliti geodetici. Un
secondo obiettivo è la determinazione continuativa
del punto di ricezione in Modena rispetto ad un
sistema di riferimento terrestre, così
da ottenersi giornalmente sia la velocità
di rotazione terrestre sia le coordinate di riferimento
e quindi le deformazioni al suolo. Trattasi comunque
di attività appena iniziata.
Infine un'altra attività di ricezione
da satellite riguarda le osservazioni e le previsioni,
a scala sinottica, in atmosfera e al suolo. Esse
sono elaborate da grossi centri meteorologici
e trasmesse via satellite. In particolare tali
informazioni sinottiche permettono di controllare
se le modifiche nella frequenza di estremi meteorologici
e degli stessi valori estremi, osservate recentemente
a scala locale, siano confermate anche a grande
scala.
Purtroppo però, accanto alle attività
moderne che seguono l'evoluzione scientifica e
tecnologica, la parte storica resta al momento
limitata al "Museo Virtuale" attraverso
questo sito internet: le condizioni di inagibilità
della sede dell'Osservatorio Storico infatti non
rendono possibile l'apertura al pubblico dello
stesso ma solo l'accessibilità a questo
Museo Virtuale.
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