Museo Astronomico Geofisico
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IL MUSEO ASTRONOMICO E GEOFISICO : STORIA E IMMAGINI PRIMA DEI RESTAURI

Volume Effemeridi di Malvasia

Carta Lunare di Montanari, XVI secolo
Piazza Roma nel 1900
Lapide di inaugurazione Osservatorio
La "sala meridiana" prima dei lavori
Strumento dei passaggi e asole astronomiche
Pendolo astronomico
Cannocchiale di Fraunhofer prima del restauro
Comparatore di Perreax
Macchina a dividere
Commenti socio-politici di bianchi
Commenti socio-politici di Bianchi

Successivamente alla scoperta degli strumenti ottici mediante i quali era possibile osservare le stelle e i pianeti, sorsero in Modena interessi diffusi alla osservazione astronomica. Tali interessi si accentuarono a seguito del trasferimento della Corte Estense da Ferrara a Modena. Da ricordare in questo periodo i nomi del Marchese Cornelio Malvasia, di Cassini e di Geminiano Montanari che disegnò una famosa Carta Lunare (1662) disponibile presso il Museo Astronomico e Geofisico.

 

L'Istituzione formale di un Osservatorio a Modena avvenne il 14 gennaio 1826 da parte del Duca Francesco IV d'Este con atto chirografato. Esso venne collocato nella Torre di levante del Palazzo Estense (a destra osservando il Palazzo Ducale). Esso venne denominato OSSERVATORIO ASTRONOMICO come risulta dalla lapide marmorea ancora visibile nella sede dell'Osservatorio. Sotto la direzione di Giuseppe Bianchi vennero effettuate continuativamente osservazioni astronomiche mediante strumentazione ottica raffinata (Cerchio Meridiano di Reichenbach ed Ertel; strumento dei passaggi di Amici; Telescopio Newtoniano di Amici; Pendoli Astronomici; Cannocchiale di Fraunhorfer oltre ad altri strumenti come la Sfera Armillare, ecc.).

 

Il livello tecnico dell'Osservatorio nella misura del tempo e della distanza, doveva essere così elevato da fare attribuire all'Osservatorio la responsabilità del nuovo Sistema Metrico Decimale di recente introduzione nel Ducato. Si noti in particolare lo Strumento Comparatore e la Macchina a Dividere.

 

Accanto alle Osservazioni astronomiche (nei cui quaderni venivano annotati fatti dell'epoca, come le critiche del Bianchi ai moti del febbraio 1831, e commenti potici più generali) era naturale che venissero osservate le meteore (pioggia, neve) e anche la temperatura (inizialmente misurata con vecchie scale di temperatura ma dopo qualche anno in gradi centigradi), la pressione atmosferica, il vento e successivamente la radiazione solare. Nelle osservazioni scritte quotidiane risultano ricordati anche i terremoti. Solo successivamente essi verranno registrati mediante sismometri.

 

Lo sviluppo economico nella città in atto nel XIX secolo ebbe tuttavia una importante influenza sull'evoluzione delle attività dell'Osservatorio per la difficoltà di eseguire buone osservazioni astronomiche. Con la caduta del governo Estense e la conseguente cacciata del Bianchi, dopo il breve periodo Tacchini subentrò alla Direzione il Ragona e le misure meteorologiche divennero sempre più la principale attività dell'Osservatorio, che assunse la nuova denominazione di OSSERVATORIO METEOROLOGICO.

 

Le osservazioni terrestri e non solo meteorologiche portarono nel 1892 ad una nuova denominazione: OSSERVATORIO GEOFISICO. Con questa nuova denominazione venne considerato come Istituto dell'Università. Dal 1995, con la disattivazione degli Istituti, l'Osservatorio modenese appartiene come Sezione al Dipartimento di Scienze dell'Ingegneria dell'Università di Modena e Reggio Emilia. Nel 2001 l'Osservatorio Geofisico entra nel nuovo Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e dell'Ambiente, nel quale ne viene riconosciuta nel regolamento la peculiarità storico-scientifica, anche se formalmente non è più né un Istituto né sezione o altra forma che ne riconosca la propria identità formalmente.

 

Come già ricordato, verso la fine del 1800 per l'Osservatorio inizia una situazione di oggettiva difficoltà per una serie di ragioni:

              • l'inquinamento luminoso, la nebbia e il pulviscolo presenti nella città rendono sostanzialmente impraticabile l'Osservazione astronomica da zone urbane;
              • la presenza di un solo sismometro non permette la valutazione dell'epicentro (e tanto meno dell'ipocentro) di un sisma.
              • le misure meteorologiche sono valide come osservazioni urbane ma non sono collocate in un punto rappresentativo di una vasta area regionale.

Ciò non di meno l'attività di osservazione e scientifica ha un buon livello: iniziano in Europa le previsioni meteorologiche a larga scala su apposite carte, che utilizzano anche i dati dell'Osservatorio Geofisico di Modena; l'Osservatorio partecipa alla rete udometrica nazionale, le osservazioni meteorologiche vengono effettuate giornalmente con precisione così da permettere la costruzione di una serie giornaliera accurata che viene tuttora continuata, con l'utilizzo di apparecchiature automatiche. Inoltre vengono effettuate osservazioni meteorologiche anche in altri siti, prevalentemente montani (per esempio a Sestola, Pavullo e Monte Cimone, annuario 1936).

 

Oltre ai motivi precedenti vanno aggiunti i seguenti motivi di oggettiva difficoltà:

  • la decadenza della Geofisica in Italia a favore di altri settori fisici (fisica atomica e nucleare)
  • le due guerre mondiali, in particolare la seconda, con un saccheggio dell'Osservatorio Geofisico nel 1944. Vennero comunque salvati e sono tuttora conservati i preziosi registri delle Osservazioni.

Con il 1968 si può convenzionalmente ipotizzare che rinasca, in Italia e più in generale nel mondo, un nuovo interesse per la Geofisica, in quanto strettamente collegata con i problemi del clima e dell'ambiente, nonché alle loro modifiche, e inoltre collegata anche a energie rinnovabili (solare, eolica, marina). Le serie storiche giornaliere a carattere meteorologico, accuratamente osservate presso l'Osservatorio, costituivano un ottima base per mettere in evidenza eventuali cambiamenti climatici. Con particolare attenzione sono state analizzate le serie storiche di temperatura, pressione, precipitazione piovosa e nevosa: esse hanno consentito di ottenere modelli statistici su lunghi periodi di osservazione continuativa. La serie storica delle temperature minime giornaliere ha chiaramente evidenziato un costante aumento nel tempo, coerente con la urbanizzazione della città e quindi con l'aumento dell'isola di calore urbano ma anche coi cambiamenti climatici globali.

 

In luogo delle antiche osservazioni astronomiche, negli anni '980 e '990 si è passati ad attività legate alle "nuove stelle", cioè ai satelliti. Tipico esempio di attività è costituito dalla ricezione di immagini riprese dal sensore spettrale GOME a bordo del satellite ERS-2 e ricevute via rete informatica. Mediante tali osservazioni è possibile stimare lo spessore ottico dell'ozono contenuto nella colonna di atmosfera dal satellite fino al suolo. Tale spessore consente di stimare il rischio derivante dalla radiazione UV-B al suolo. La calibrazione del GOME è stata effettuata nell'ambito di una vasta collaborazione internazionale. La partecipazione dell'Osservatorio Geofisico ha riguardato sia le osservazioni di ozono e di UV-B al suolo (a Sestola, in montagna, dove dal 1995 è presente una stazione meteorologica automatica che riprende così le osservazioni montane citate in precedenza) sia le misure di concentrazione di ozono a varie quote fin dentro alla stratosfera, effettuate da ozonosonde su palloni lanciati in atmosfera e inseguiti per mezzo di un radioteodolite (Vedi server Web dell'Osservatorio Geofisico)

 

Per sollecitazione dei mass-media locali (giornali, radio, TV) e per interessamento degli Enti Locali che lamentavano la cessazione delle registrazioni sismiche dopo la II Guerra Mondiale, l'Osservatorio Geofisico ha partecipato alla creazione di una rete sismica locale interessante le Province di Modena e Reggio Emilia e agganciata alla rete nazionale dell'Istituto Nazione di Geofisica. La rete ha una prevalente finalità di studio della sismicità locale, basandosi anche sulla banca dati creata a partire dal 1994, e dei possibili rischi nel territorio. Notevole in termine di informazione ai cittadini è stata l'attività dell'Osservatorio a seguito del terremoto del 15 ottobre 1996.

 

L'Osservatorio ha iniziato anche una attività di ricezione continuativa di segnali geodetici emessi dalla costellazione di satelliti GPS (Global Position System). Trattasi sostanzialmente di un nuovo tipo di osservazione astronomica mediante le "nuove stelle" della costellazione. Un primo obiettivo è la disponibilità continuativa presso l'Osservatorio Geofisico del tempo assoluto fornito da orologi atomici, avente un'ottima precisione e trasmesso tramite i satelliti geodetici. Un secondo obiettivo è la determinazione continuativa del punto di ricezione in Modena rispetto ad un sistema di riferimento terrestre, così da ottenersi giornalmente sia la velocità di rotazione terrestre sia le coordinate di riferimento e quindi le deformazioni al suolo. Trattasi comunque di attività appena iniziata.

 

Infine un'altra attività di ricezione da satellite riguarda le osservazioni e le previsioni, a scala sinottica, in atmosfera e al suolo. Esse sono elaborate da grossi centri meteorologici e trasmesse via satellite. In particolare tali informazioni sinottiche permettono di controllare se le modifiche nella frequenza di estremi meteorologici e degli stessi valori estremi, osservate recentemente a scala locale, siano confermate anche a grande scala.

 

Purtroppo però, accanto alle attività moderne che seguono l'evoluzione scientifica e tecnologica, la parte storica resta al momento limitata al "Museo Virtuale" attraverso questo sito internet: le condizioni di inagibilità della sede dell'Osservatorio Storico infatti non rendono possibile l'apertura al pubblico dello stesso ma solo l'accessibilità a questo Museo Virtuale. 

 

L'OSSERVATORIO STORICO: RESTAURI STRUMENTI E PROSPETTIVE FUTURE

 

Sfera armillare bussola
Globo celeste Globo terreste di Delamarche
Barometri Fortin Cannocchiale di Fraunhofer
Telescopio di G.B.Amici Termometri di Chistoni, donazione Huller

Malgrado questa situazione l'appassionato lavoro del personale ha consentito di mponare la situazione e proseguire quanto meno le importantissime misure climatologiche che sono continuo oggetto di studio e confronto col clima del passato ora in chiaro mutamento. Nel contempo, attraverso progetti di diffusione della cultura scientifica e altri fondi sono stati restaurati alcuni strumenti storici che vediamo a fianco: in particolare:

  • Globi celeste e terreste e sfera armillare di Delamarche, 1850
  • serie di barometri "fortin" e cannocchiale di Fraunhofer

 

 

  • Telescopi di G.B.Amici, in collaborazione con ARASS Breradi Milano (sig.ri Gellera, Paolucci, e Huller) e termometri di Chistoni donati dal sig.Huller


A quando una riapertura al pubblico della struttura?
Le ristrutturazioni degli anni passati lasciavano  ben sperare nella possibilità di una apertura al pubblico, purtroppo però persistono a tutt'oggi le difficoltà oggettive e lo stato precario di molti locali, in particolare con grossi problemi alla scala di accesso. Tuttavia il recente ripristino di una cupola astronomica e la speranza di poter eseguire nuovi lavori alla scala di accesso ci fanno credere che un giorno questo importante patrimonio possa tornare disponibile al pubblico.
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